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Stazione S. Giovanni della metropolitana di Roma - Linea C: l置tilizzo delle Travi Prem
Francesco Maria Rotundi
Eliano Romani
Manuela Contaldo
Livio Izzo

La Linea C è la terza metropolitana di Roma che, una volta completamente realizzata, attraverserà la città da nord-ovest a sud-est, quasi raddoppiando lo sviluppo della rete metropolitana attualmente esistente.

Metro C ScpA è il General Contractor, costituito da Astaldi (mandataria), Vianini Lavori, Ansaldo STS e CMB che si occupa della realizzazione della Linea C in tutte le sue fasi: dalla progettazione alle indagini archeologiche, dalla costruzione delle gallerie alle stazioni e ai treni, sino allo start up.

La prima fase strategica, attualmente in costruzione, da Monte Compatri - Pantano a San Giovanni, si sviluppa per 18.5 km ed è costituita da 22 stazioni e 12 pozzi intertratta di aerazione.
Il progetto della stazione San Giovanni, nodo di scambio tra la Linea C e la Linea A, ha subito importanti modifiche a seguito delle risultanze delle indagini archeologiche preventive all’esecuzione dei diaframmi perimetrali, che hanno rinvenuto la presenza di strutture antiche da preservare durante lo scavo del corpo stazione. A seguito di tali rinvenimenti, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha richiesto l’eliminazione di qualsiasi tipo di consolidamento da piano campagna, l’esecuzione di scavi con modalità archeologica nei terreni di riporto, fino a circa 18 m da piano campagna, e l’impossibilità di effettuare scavi meccanizzati per la realizzazione delle gallerie di linea in questi terreni.

Tali richieste hanno comportato la modifica plano-altimetrica del tracciato con l’abbassamento della livelletta a partire dalla Stazione Lodi e la revisione globale del progetto della Stazione San Giovanni che ha subito un approfondimento del fondo scavo di circa 14 m.

 

 

L’intero tracciato della Linea C.


Dovendo coniugare le esigenze costruttive di limitare i tempi di realizzazione e di evitare, durante lo scavo archeologico, l’utilizzo di puntoni metallici provvisori per il contrasto delle paratie perimetrali soggette, oltre che alla spinta del terreno, anche a quella degli edifici adiacenti con la necessità di limitare lo spessore dei solai per permettere il passaggio degli impianti e la fruibilità degli spazi e data l’impossibilità di inserire appoggi intermedi dei solai, si è introdotto in progetto l’utilizzo di Travi PREM completamente autoportanti in fase di getto su luci di circa 20 m, prodotte dalla CSP Prefabbricati S.p.A. di Ghisalba (BG), azienda leader con esperienza quarantennale nella realizzazione di manufatti prefabbricati per grandi infrastrutture.
 

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